SALVIATA

di Giovanna Zipoli

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Nella versione di Scappi, il famoso cuoco del ‘500, preparò una frittata particolare, naturalmente con la presenza dello zucchero, come si usava nelle classi abbienti:

 

“Battanosi diece uova, et mescolinosi con un bicchiero di sugo di salvia [no, meno della metà o qualche foglia a pezzi], e spinaci [facoltativi], et passisi ogni cosa per la stamigna, et aggiungavisi un poco di sale, zuccaro, et cannella, et dapoi habbiasi una padella con butiro liquefatto[o olio], et facciavisi cuocere dentro questa compositione mescolandola con il cocchiaro, et come sarà poco men che cotta, aggiungavisi un poco di agresta [succo di uva non ancora matura, bollito a lungo], et servasi calda con zuccaro et cannella sopra.”

Servire con salvia, meglio se fiorita, intorno.

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